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Cividale del Friuli

Regione: Friuli-Venezia Giulia
Altitudine: 135 m s.l.m.
Superficie: 50,45 km²
Abitanti: 11.632 (01-2011)
Nome abitanti: cividalesi
Santo patrono: San Donato
Giorno festivo: 21 agosto

Geografia
Sorge sulle sponde del Natisone, a 17 km da Udine, sulla strada che collega la pianura friulana alla media e alta valle dell'Isonzo in territorio sloveno.

Storia
In prossimità della città sono state trovate stazioni preistoriche del Paleolitico e del Neolitico, mentre abbondanti sono le testimonianze dell'Età del Ferro e della cultura paleoveneta, su cui successivamente si sviluppò quella celtica a partire dal IV secolo a.C..
Tra il 56 a.C. ed il 50 a.C., grazie all'iniziativa di Giulio Cesare, i Romani vi crearono un municipio, Forum Iulii, da cui prese poi il nome tutta la regione Friuli, successivamente divenne colonia. Le mura romane sono alla base delle mura veneziane tutt'ora presenti.
Nel V secolo d.C., dopo la distruzione di Iulium Carnicum da parte degli Avari e di Aquileia da parte degli Unni, Cividale crebbe per numero di abitanti e importanza strategica, divenne quindi sede vescovile e caput Venetiae, ereditando da Aquileia. Arrivati i Longobardi nel 568, fu la capitale del primo ducato longobardo d'Italia (Ducato del Friuli), con duca Gisulfo, nipote di Alboino. In quell'epoca mutò nome in Civitas, la città per eccellenza, che divenne poi Cividale.
Distrutta dagli Avari (610), rimase un centro importante e risorse con il nome di Civitas Forumiuliana, per diventare il centro militare e politico delle Venezie. Nel 737, durante il regno di Liutprando, vi giunse Callisto Patriarca di Aquileia per sfuggire alle incursioni bizantine. Qui si era rifugiato anche il vescovo di Zuglio, che fu di conseguenza allontanato. La sede del Patriarcato di Aquileia vi rimase anche dopo la cacciata dei Longobardi sino al 1238. Nel 769 vi si tenne il concilio che riconfermò l'indissolubilità del matrimonio.
Sotto i Franchi fu ducato e poi marca. Il duca del Friuli Berengario I divenne re d'Italia (888-924) e nel 915 anche imperatore. A partire dal IX secolo prese il nome di Civitas Austriae, da cui deriva il nome attuale. Nel 1077 il Patriarca ricevette l'investitura imperiale.
A partire dal XII secolo fu libero comune e centro di un importante mercato; da allora fu il massimo centro politico e commerciale di tutto il Friuli, tanto da ottenere dall'imperatore Carlo IV l'apertura dell'Università nel 1353. Nel 1238 i Patriarchi si trasferirono ad Udine e perciò vi furono rivalità e lotte con questa città. Nel 1419, durante la guerra con Venezia, per scacciare gli Ungari di re Sigismondo che l'assediavano, Cividale si arrese a Venezia.
Nel XVI secolo fu contesa tra l'Impero e Venezia; nel luglio del 1509 fu assediata dalle truppe imperiali del duca di Brunswick, ma i cividalesi, dopo epica lotta, riuscirono a rompere l'assedio costringendo alla fuga l'esercito tedesco. Al termine della guerra rimase sotto la dominazione veneziana. Con la pace di Worms (1530) perdette il castello di Tolmino sull'Isonzo e le miniere di mercurio d'Idria. Nei secoli successivi dovette subire parecchie incursoni dei Turchi. Durante il periodo veneziano fu un notevole centro di studi.
Nel 1797 con il trattato di Campoformio tra Napoleone e l'Austria Cividale passò all'impero asburgico, al quale, dopo il breve periodo in cui fece parte del napoleonico Regno d'Italia, fu confermata dal Congresso di Vienna (1815). Fra il 1848 ed il 1866 vi fu la presenza di un vivace movimento risorgimentale; nel 1866, dopo la Terza Guerra d'Indipendenza, fu annessa al Regno d'Italia con il Veneto ed il Friuli. Durante la Prima Guerra Mondiale fu sede, per un breve periodo, del comando della II armata e rimase anche danneggiato da bombardamenti aerei. Fu occupata dagli austriaci in seguito alla disfatta di Caporetto.

Di tutte queste vicende storiche e soprattutto della dominazione longobarda, Cividale porta visibilmente e fieramente i segni. Partendo infatti dalla Piazza del Duomo si incontra subito la Basilica di Santa Maria Assunta costruita dal XV al XVIII secolo, in stile gotico veneto. All'interno si trova la meravigliosaPala d'argento di Pellegrino II, posta sull'altare, in lamina d'argento sbalzata con doratura a fuoco, che costituisce uno dei capolavori dell'oreficeria medioevale italiana.

Dal Duomo si accede al Museo Cristiano che ospita, tra gli altri, il battistero di Callisto (VIII secolo) e l'ara di Rachtis (730-740 circa), capolavori della scultura longobarda.

Il Battistero di Callisto prende il nome dal Patriarca Callisto e rappresenta una fonte battesimale ottagonale con colonne che sostengono archi decorati finemente da iscrizioni e da motivi vegetali, animali e geometrici.

L'Ara di Ratchis, dedicata all'omonimo re dei Longobardi, nonchè duca di Cividale, è un parallelepipedo in pietra del Carso riccamente decorato, ritenuto una delle più importanti manifestazioni artistiche dell'alto Medioevo.

 

Sempre in Piazza del Duomo si trova il Palazzo dei Provveditori veneti, costruito su progetto attribuito al Palladio, il quale ospita il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli che conserva, in particolar modo, reperti archeologici di età longobarda e importanti codici medioevali.

Il percorso espositivo è articolato su due piani. Al pian terreno si trova la sezione lapidaria, con opere romane, paleobizantine, altomedievali e romaniche. Nel cortile interno si trovano lapidi in ebraico, provenienti dal cimitero della "stretta giudaica" e stemmi di varie epoche.

Il primo piano, diviso in sette sale, ospita i pezzi più pregiati del museo con la collezione longobarda ordinata cronologicamente. I manufatti dell'antica Forum Iulii, primo insediamento longobardo della zona, aprono l'esposizione, e sono soprattutto oggetti prodotti altrove e importati, ritrovati nelle necropoli di San Giovanni e di Cella, risalenti al VI e VII secolo. In una saletta più piccola è esposto il suggestivo Sarcofago del duca Gisulfo (metà del VII secolo), con relativo corredo.

 

Alle spalle di Piazza Duomo respirerete l'aria della città longobarda. Con una breve passeggiata vi troverete di fronte al magnifico Tempietto Longobardo, l'espressione più alta dell'alto Medioevo occidentale. Davanti all'edificio dell' VIII secolo, il bellissimo panorama sul Natisone che scorre tra le pareti profonde e scoscese. Il monumento è di grande prestigio in virtù dell'eccezionalità delle opere d'arte custodite, tanto che per molti il nome stesso della città idealmente si identifica con quello del Tempietto Longobardo. Eppure ancora fitto è il mistero che circonda il piccolo edificio. Ne sono ignote sia l'originaria destinazione, che la struttura primitiva e le maestranze che vi operarono. Di notevole bellezza sono gli stucchi che si trovano principalmente nel corpo centrale dell'edificio, molti dei quali ancora intatti, e gli affreschi.

 

Uno dei misteri di Cividale è l'Ipogeo Celtico. A poca distanza dal Tempietto Longobardo si trova questo ambiente ricco di fascino e di mistero scavato nel sottosuolo, di cui però non si conosce la funzione. L'ipogeo consiste  in  vari  ambienti  sotterranei,  scavati  nella  roccia  con  tecnica  primordiale, che  si  sviluppano  a  diverso  livello. Una  ripida scaletta  immette  nella camera  centrale,  dalla  quale  dipartono tre corridoi. Nelle  pareti  vi  sono nicchie e grezzi bancali, ma il maggior mistero è rappresentato da tre rozzi mascheroni. La funzione originaria di  questo  particolarissimo  monumento, che non trova  riscontro  in Friuli, è ancora un quesito irrisolto. A parte le fantasiose interpretazioni amalgamate di leggenda, è stato ipotizzato un uso funerario dell'ipogeo in epoca celtica, mentre altri studiosi ritengono i locali carceri del periodo romano o longobardo.

 

Sicuramente la leggenda più raccontata e più intrigante è quella riguardante la costruzione del grandissimo Ponte del Diavolo, che attraversa il fiume Natisone e dal quale si ha una splendida vista. La leggenda vuole che il ponte sia stato costruito dal diavolo (da qui il nome) in cambio dell'anima del primo passante. Secondo la tradizione i cividalesi non erano in grado di costruire un ponte in quel luogo, così ricorsero all'aiuto del diavolo, il quale promise di risolvere il problema in cambio dell'anima del primo che avesse attraversato il ponte. I cittadini accettarono questa condizione e il diavolo costruì rapidamente il ponte facendosi aiutare da sua madre, che portò nel suo grembiule il grande masso che sta al centro del fiume, tre le arcate. I cividalesi però non erano sciocchi: facendo attraversare il ponte ad un cane ingannarono il diavolo, che dovette accontentarsi dell'anima dell'animale.